IL CRUSCOTTO

DELL’ALTERNANZA

SCUOLA-LAVORO

METODOLOGIE, STRUMENTI ED ESPERIENZE INNOVATIVE



Carlo Mariani - Ricercatore INDIRE

ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

Che cosa cambia con l’Alternanza Scuola Lavoro?

Quali sono i modelli, le dinamiche, i processi che la scuola può ideare, adottare e realizzare con l’Alternanza Scuola Lavoro? In che modo le imprese possono concorrere alla trasformazione e al miglioramento del sistema educativo? Come si possono progettare esperienze di qualità che migliorino l’offerta formativa, guardando al mondo delle imprese e valorizzando l’impegno degli insegnanti? Quali prospettive si aprono per la scuola e per i giovani di fronte a questo mutamento di prospettiva?

Con la legge 107 del 2015, l’Alternanza Scuola Lavoro ha assunto una duplice veste: ha ottenuto un riconoscimento, una dignità e una collocazione all’interno del curricolo come modalità di apprendimento nei contesti non formali e informali. Inoltre è diventata una cornice metodologica e un laboratorio didattico che risponde ad un’esigenza di innovazione tutta interna alla secondaria superiore, e che implica un approccio trasformazionale di fronte alla delicata questione dei rapporti tra scuola e mondo delle imprese.

I percorsi di alternanza mettono in contatto gli alunni con i contesti di lavoro; orientano le scelte scolastiche e professionali; fanno conoscere le problematiche della sicurezza, dei diritti e dei doveri nei luoghi di lavoro, in un “circolo virtuoso” di conoscenze, visioni e idee in grado di generare una concreta trasformazione del sistema educativo.
Le difficoltà e le resistenze che i percorsi di alternanza hanno incontrato nella scuola vanno considerate con attenzione, attraverso un atteggiamento critico che faccia emergere anche le incongruenze di quei progetti che si sono poi rivelati inefficaci sotto il profilo formativo.

Queste critiche meritano di essere prese in considerazione, analizzate e discusse con spirito costruttivo e in una prospettiva di miglioramento della progettazione, tale da consentire alla scuola di integrare l’alternanza all’interno del curricolo e dell’offerta formativa, non soltanto attraverso la dimensione operativa del lavoro, ma anche con un maggiore coinvolgimento delle materie scolastiche, mediante una diversa configurazione del setting didattico e un approccio orientativo "on the job".

Anche per questo l’alternanza formativa costituisce una sfida didattica e metodologica, da accompagnare con interventi mirati, e in cui insegnanti e dirigenti scolastici sono chiamati a confrontarsi con la realtà delle imprese, dei servizi, del terzo settore e con le loro complesse articolazioni; a misurarsi con la cultura del lavoro e con le numerose opportunità di quella innovazione sostenibile che oggi proviene dai contesti produttivi più avanzati.

Attualmente è in dirittura d'arrivo in Parlamento la ridenominazione dell’Alternanza nei Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento che - a decorrere dall’anno scolastico 2018/2019 - sono attuati per una durata complessiva di almeno 180 ore nel triennio degli istituti professionali, di almeno 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno degli istituti tecnici, e di almeno 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei.

Alternanza Scuola-Lavoro
I percorsi in alternanza sono progettati, attuati, verificati e valutati sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro.
[Decreto Legislativo 77/2005 - "Definizione delle norme generali relative all’alternanza scuola-lavoro", art. 2]
Un complesso quadro normativo

I numeri dell’Alternanza nel 2016-2017

6.000

Le scuole che nel 2016/17 hanno svolto percorsi di Alternanza

76.246

I percorsi di Alternanza attivati dalle scuole a partire dal terzo anno

208.325

Il numero delle strutture ospitanti

937.976

Gli studenti delle classi terze, quarte e quinte che hanno svolto l’Alternanza

LE DIMENSIONI DELL’ALTERNANZA

La cornice e il contesto per interpretare la complessità del problema

In questo schema iniziale si possono individuare le dimensioni del problema, i contesti, i soggetti e gli aspetti organizzativi e didattici che compongono e determinano la definizione, lo sviluppo e gli elementi di raccordo tra questa metodologia e i macro-criteri che regolano l’esperienza dell’Alternanza formativa.

Alternanza e Politiche

In che modo le politiche e le strategie sostengono l’Alternanza Scuola Lavoro

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Politiche e Strategie

Alternanza e Innovazione

Coniugare l’Alternanza con l’innovazione didattica e la ricerca educativa

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Innovazione e Ricerca

Alternanza e Territorio

Il territorio come risorsa e protagonista nello sviluppo dell’Alternanza

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Distretti industriali

Territorio

Alternanza e Processi

Innovazione di processo e innovazione di prodotto

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Processi e Prodotti

IL CURRICOLO DELL’ALTERNANZA

In che modo l’Alternanza Scuola Lavoro
può trasformare il curricolo?

L’alternanza consente almeno due modalità di approccio alla progettazione curricolare: si tratta di configurazioni che possono ovviamente integrarsi e sovrapporsi, a seconda delle scelte della scuola, dei suoi percorsi ed indirizzi scolastici, del contesto territoriale e produttivo in cui essa opera.

Curricolo simulativo e curricolo immersivo

Il curricolo «simulativo» è centrato su attività che riproducono e simulano la dimensione del lavoro (in classe, nei laboratori), anche come aspetto di semplice socializzazione.
Il curricolo «immersivo» prevede invece l’attraversamento della realtà viva e concreta del lavoro nei luoghi di lavoro, mediante la metodologia dell’apprendistato cognitivo, più incline alla dimensione meta-riflessiva.

Didattica per competenze

L’Alternanza favorisce un ripensamento generale del curricolo in quanto richiede una programmazione autentica e per competenze, uscendo dai limiti finora imposti dai programmi disciplinari e da risultati di apprendimento misurati unicamente su conoscenze e abilità. Il curricolo dell’ASL recepisce così le opportunità offerte da un apprendimento work-based mediante una ricollocazione delle discipline e della loro funzione.

Il sistema delle competenze nella scuola italiana

Nella nostra scuola secondaria il sistema delle competenze è regolato da una serie di insiemi che funzionano come variabili e che incidono sensibilmente sulla costruzione del percorso didattico poiché condizionano e determinano la declinazione e i traguardi che si intendono raggiungere. Questa caratteristica implica spesso una sovrapposizione di piani e tende a generare tra gli insegnanti non poche difficoltà a modificare una programmazione concepita, fino a pochi anni fa, solo in termini di conoscenze.

Licei

Le competenze nei percorsi liceali Read more

Tecnici

Il rilancio dell’istruzione tecnica Read More

Professionali

Il riordino dell’istruzione professionale Read More

PROGETTAZIONE

I passaggi chiave di un percorso di Alternanza Scuola Lavoro

Le fasi che strutturano un percorso di Alternanza Scuola Lavoro

Per progettare un percorso di ASL è necessaria una ricognizione generale e complessiva delle fasi macro che costituiscono la sequenza del processo.


Contesto e obiettivi

Focus su:

  • Identità e ruolo della scuola;
  • Obiettivi educativi a medio-lungo termine;
  • Natura, scopi e finalità dell’ASL.

Si ricollega:

  • alla Mission definita nel PTOF;
  • alla Vision a medio lungo termine;
  • Ai soggetti che nella scuola partecipano alla definizione dell’ASL (C.d.Istituto; DS, CTS/CS; Docenti; Referente ASL; Funzione strumentale; Docenti tutor).

Criteri per la modellizzazione dei percorsi di Alternanza Scuola Lavoro

La possibilità di riprodurre, trasferire e disseminare, ovvero di modellizzare le buone pratiche di alternanza, passa dal riconoscimento e dall’adozione di una serie di criteri e parametri che garantiscano l’adeguatezza dei percorsi sotto il profilo della qualità e dell’efficacia didattica, e che tengano in considerazione le diversità del contesto socio-economico di riferimento, delle esigenze della scuola, del confronto con le strutture ospitanti.


Trasversalità

In che modo il percorso di ASL può essere realizzato indifferentemente nei Licei, negli Istituti Tecnici e nei Professionali?

Cosa osservare per una modellizzazione dell’efficacia dei percorsi di ASL?
  • L’organizzazione didattica
  • Le metodologie utilizzate
  • I tempi (quadro orario) e gli spazi (contesti educativi) tra scuola e lavoro

Scalabilità

In che modo i percorsi di ASL possono essere integrati e implementati attraverso moduli e azioni aggiuntive con lo scopo di arricchire, modificare e ampliare l’offerta formativa?

In che modo un percorso è scalabile su tutta la scuola e sul sistema scolastico?

  • Quali sono gli indicatori di scalabilità?
  • La modularità e la componibilità come indicatori di percorsi «scalabili».
  • Indicare, ad esempio, come sarà comunicato il progetto alla comunità scolastica e al territorio; se il progetto prevede l’apertura a sviluppi che proseguano oltre la sua conclusione; se saranno prodotti materiali/modelli riutilizzabili e come verranno messi a disposizione; quale documentazione sarà realizzata per favore la replicabilità del progetto in altri contesti (Best Practices)

Replicabilità

In che modo i percorsi di ASL sono progettati per consentire azioni e interventi anche in situazioni, territori e contesti che presentano un significativo divario economico, sociale e culturale, favorendo in questo modo la riduzione dello svantaggio tra le differenti realtà scolastiche, l’equità nello sviluppo degli apprendimenti e le pari opportunità?

In che modo un percorso è replicabile per la scuola e nel sistema scolastico?

  • Replicabilità di utilizzo
  • Replicabilità di applicazione

Inclusività

Quali strategie sono previste per il coinvolgimento di destinatari che sperimentano difficoltà di tipo sociale o culturale; quali misure vengono adottate per l’inclusione di destinatari con maggiore svantaggio negli apprendimenti?

Altri criteri per l’individuazione degli indicatori:

  • Come si integrano i BES con l’Alternanza Scuola Lavoro? Quali pratiche didattiche vengono attuate?
  • Quali esempi possono costituire modelli di alternanza social?

Impatto e sostenibilità

Come si misura l’efficacia di un percorso di ASL? Si può parlare di efficacia solo in termini quantitativi (quante ore; quante classi; quanti alunni)? Cosa significa “valorizzare lo strumento del monitoraggio in itinere” che la scuola dovrebbe svolgere??

Altri criteri per l’individuazione degli indicatori:

  • In che modo saranno valutati gli impatti previsti sui destinatari, sulla comunità scolastica e sul territorio?
  • Quali strumenti saranno adottati per rilevare il punto di vista di tutti i partecipanti sullo svolgimento e sugli esiti del progetto?
  • Come si prevede di osservare il contributo del progetto alla maturazione delle competenze?

Orientamento

L’attività di orientamento in rapporto all’Alternanza Scuola Lavoro

Altri criteri per l’individuazione degli indicatori:

  • L’attività di orientamento come empowerment.
  • L’orientamento attivo o “in azione”: il jobshadowing.

Competenze

Integrare le competenze del curricolo con i nuovi saperi che vengono dalla ricerca, dalla tecnologia, dalle nuove sfide dell’impresa, dai nuovi orizzonti del mondo del lavoro.

Altri criteri per l’individuazione degli indicatori:

  • In che modo la scuola personalizza e ridefinisce le competenze?
  • Le scuole impiegano i molti piani e livelli delle competenze normative oppure sono in grado di ibridare, contaminare, elaborare una visione integrata e innovativa della competenza?
  • Come si fronteggia il disallineamento tra le competenze in uscita dalla scuola e quelle richieste dal mondo del lavoro?

Curricolo

In che modo l’ASL agisce sulla struttura del curricolo? Come agisce sulle discipline, attivando Unità Formative che integrano l’alternanza in alcuni momenti strategici?

L’ASL ha contribuito a ridefinire la struttura dei programmi, dei contenuti, della loro articolazione?

  • L’ASL ha contribuito a ridefinire la struttura dei programmi, dei contenuti, della loro articolazione?
  • Ha modificato la configurazione dell’orario scolastico? Ha trasformato l’organizzazione scolastica?
  • In che modo tutte le discipline del curricolo concorrono alla definizione e attuazione del percorso di ASL?
  • Le materie di base come sono state integrate e coinvolte nell’ASL?

Coprogettazione

Necessariamente congiunta e verticale (triennale; su più anni di corso e/o su più livelli di istruzione; per gruppi omogenei/misti...)

  • L’ASL ha contribuito a ridefinire la struttura dei programmi, dei contenuti, della loro articolazione?
  • Ha modificato la configurazione dell’orario scolastico? Ha trasformato l’organizzazione scolastica?
  • In che modo tutte le discipline del curricolo concorrono alla definizione e attuazione del percorso di ASL?
  • Le materie di base come sono state integrate e coinvolte nell’ASL?

Tirocinio

Le modalità e le tipologie che vengono previste per il tirocinio curricolare possono costituire modelli replicabili?

  • Tirocinio potenziato
  • Tirocinio sul modello duale
  • Impresa Formativa Simulata
  • Tipologie ibride e/o miste: tirocinio su piattaforme dedicate; Service Learning

Progetto DESI

IIS Aldini-Valeriani e IIS Belluzzi-Fioravanti di Bologna
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CICLO DELL’ALTERNANZA

Le fasi che costituiscono l’ideazione e la progettazione del percorso

  1. L’analisi dei bisogni

    L’Analisi dei bisogni considera il quadro occupazionale e la domanda di formazione. La scuola può condurre - in una fase preliminare di ricognizione - un’indagine desk sulle ricerche effettuate da Unioncamere (Indagine Excelsior), rapporti Inapp e Istat, ecc.
    L’Analisi delle risorse tiene presenti le opportunità messe in campo dalla Scuola e dalle strutture ospitanti, ma anche i vincoli, la durata e i prerequisiti del percorso di ASL.
    L’Analisi sul campo può implicare, anche per i docenti, un eventuale stage in azienda.


  2. Il Repertorio delle competenze

    Partendo dal complesso quadro d’insieme delle competenze, è necessario farne una corretta mappatura.
    Possiamo partire da una serie di domande: 1) Quale professionalità intende formare il nostro indirizzo di studi? 2) Quali sono le competenze da formare? 3) Quali sono gli indicatori di prestazione? 4) Durante il percorso di Alternanza Scuola Lavoro, in che modo la professionalità che la scuola intende formare si può ricollegare:
    1) alla domanda di formazione che emerge dagli studenti,
    2) alle esigenze del mercato del lavoro,
    3) alla missione educativa di quello specifico indirizzo di studi (istruzione liceale, tecnica, professionale)?

    L’individuazione delle competenze rappresenta un aspetto fondamentale nella costruzione del percorso. La scelta può essere effettuata tra:
    a) Le otto «Competenze chiave per l’apprendimento permanente UE» - Raccomandazione del Parlamento Europeo Parlamento Europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente del 18 dicembre 2006;
    b) Le otto «Competenze Chiave e di Cittadinanza» - (Allegato 2 al «Regolamento recante norme in materia di adempimento dell’obbligo di istruzione», D.M. n. 139 del 22 agosto 2007);
    c) attraverso l’analisi del Profilo educativo, culturale e professionale dello studente (PECUP), che è strutturato attraverso competenze specifiche per i Licei, per gli Istituti Tecnici (Allegato A e Allegato B), per gli Istituti Professionali (Allegato A e Allegato B);
    d) concordando con la struttura ospitante un repertorio specifico di competenze;
    e) attingendo ai repertori di competenze che alcune associazioni di categoria hanno predisposto in funzione dell’alternanza.




    Sitografia

    Competenze chiave per l’apprendimento permanente
    Competenze chiave e di cittadinanza al termine dell’obbligo di istruzione
    Primo rapporto italiano di referenziazione delle qualificazioni al quadro europeo EQF
    Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni

  3. La scelta delle competenze e i livelli EQF

    La progettazione dei percorsi di ASL deve considerare sia la dimensione curriculare, sia la dimensione esperienziale che verrà svolta in contesti lavorativi. La scelta delle competenze dovrà anche considerare i livelli EQF e il quadro di referenziazione delle qualificazioni rilasciate dal sistema italiano (su cui si veda il Primo Rapporto italiano di Referenziazione delle Qualificazioni al Quadro Europeo EQF 2012.
    Le due dimensioni vanno integrate in un percorso unitario che miri allo sviluppo delle competenze espresse nel Profilo educativo, culturale e professionale (PECUP), riferibili a ciascun corso di studi e spendibili nel mondo del lavoro. Un aspetto che va tenuto presente è che le scuole tendono a ragionare ancora in termini di competenze del Profilo in uscita e come esito di risultati di apprendimento, mentre le aziende (in particolare le PMI) ragionano in termini di mansioni e prestazioni, quindi prediligono una declinazione della competenza intesa come performance.
    A questo vincolo si aggiunge la complessità della modulistica, che deve essere personalizzata sui percorsi di ciascuno studente.




    Sitografia

    Competenze chiave per l’apprendimento permanente
    Competenze chiave e di cittadinanza al termine dell’obbligo di istruzione
    Primo rapporto italiano di referenziazione delle qualificazioni al quadro europeo EQF
    Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni

  4. L’approccio trasformazionale

    Nella fase di ideazione e stesura del percorso di alternanza, le scuole hanno bisogno di un modello-cruscotto di progettazione che sia semplice da costruire e da gestire. Un modello che possa aiutare la scuola a riallineare un baricentro che in molti casi è sbilanciato sulle aziende, fino a coincidere con uno schema di tipo prestazionale. Un approccio di tipo trasformazionale può invece contribuire a riportare la scuola in una posizione centrale rispetto al processo e consentire un’innovazione sostenibile delle metodologie didattiche, anche nelle materie di base.

    Nella fase di approccio alla progettazione del percorso di Alternanza è fondamentale individuare la convergenza tra obiettivi di studio e obiettivi di lavoro:
    - Scelta della /e competenza/e in coerenza funzionale con le tematiche;
    - Individuazione degli elementi costitutivi la competenza (abilità e conoscenze);
    - Sviluppo e implementazione di abilità e conoscenze nell’esercizio di attività previste e concordate nel contesto lavorativo/formativo;
    - Accertamento/valutazione e misurazione dei risultati/esiti del percorso progettuale (prove);
    - Ricaduta dell’esperienza sulla didattica, su metodologie e progettualità, su responsabilità e partecipazione dell’impresa, su responsabilità sociale e innovazione.

  5. La co-progettazione

    Nella fase di co-progettazione la scuola tende a fare riferimento soprattutto alle competenze descritte nel PECUP mentre le aziende, in particolare le PMI, ragionano in termini di compiti e mansioni. Un terreno di incontro tra scuola e azienda nella individuazione delle competenze – e delle attività ad esse correlate – è rappresentato da un modello didattico centrato sui compiti autentici. Questa soluzione presenta la caratteristica di coinvolgere maggiormente l’apporto del Consiglio di Classe e degli insegnamenti disciplinari attraverso la progettazione di Unità Formative che si integrano con l’alternanza.

  6. Coinvolgere le materie di insegnamento

    In che modo gli insegnanti possono inserirsi in questo processo? Assumono rilievo almeno due azioni:
    1) Anticipare, preparare e accompagnre l’ASL mediante unità di apprendimento, moduli didattici, compiti autentici, unità formative capitalizzabili che predispongano la classe alle situazioni operative che si ritrovano nei contesti di lavoro, declinando il curricolo delle discipline su casi di studio, simulazioni, lavoro di gruppo, problem solving, scenari didattici. Una metodologia operativa che può essere utile in questo caso è quella della progettazione a ritroso.
    2) Concorrere al riesame del percorso di ASL mediante laboratori o lo strumento del Diario di bordo in cui gli studenti rielaborano criticamente l’esperienza dell’ASL valutandone il contributo.

  7. Tutor

    In costruzione.

  8. Valutazione

    In costruzione.

COSTRUIRE IL PERCORSO

Le azioni e le attività dell’Alternanza Scuola Lavoro

La struttura di un percorso di Alternanza Scuola Lavoro - opportunamente concepito secondo una logica triennale - si compone di attività e azioni tra loro correlate che possono svolgersi in aula, in laboratorio, negli ambienti di apprendimento situati presso le strutture ospitanti.
Per i Licei sono previste complessivamente 200 ore di alternanza, suddivise in percorsi individualizzati di natura triennale; per gli indirizzi Tecnici e Professionali sono previste invece 400 ore di attività.
La normativa della legge 107/2015 ha ampliato notevolmente la possibilità di coinvolgere nell’alternanza anche strutture museali, enti pubblici e privati del terzo settore, rendendo possibile in questo modo la progettazione di percorsi più congeniali anche per quelle scuole che fino al 2015 non avevano mai sperimentato questa modalità didattica.
Nei percorsi di alternanza una delle attività iniziali è quella dell’orientamento, che assume una funzione formativa per indirizzare gli alunni verso una migliore conoscenza del proprio talento, per valorizzare «le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali» (D.Lgs. n. 77 del 15 aprile 2005, n. 77, Definizione delle norme generali relative all’alternanza scuola-lavoro, a norma dell’articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53).

Project Work Job Shadowing Sviluppo di un’idea Orientamento Service Learning Seminari con esperti FabLab Erasmus+ Laboratori territoriali per l’occupabilità Coworking Scambi/Gemellaggi Cooperazioni Internazionali

La didattica laboratoriale, la didattica per competenze e l’Alternanza Scuola Lavoro

Partendo dalla didattica per competenze e coinvolgendo le materie curricolari, come si costruisce, come si progetta e come si scrive, un percorso di Alternanza Scuola Lavoro? Per garantirne la qualità sono fondamentali lo sviluppo dell’idea e la coerenza con l’offerta formativa della scuola.
Uno snodo centrale è costituito dal ruolo delle singole materie d’insegnamento. In che modo le discipline si integrano con le attività di Alternanza Scuola Lavoro? Questo processo di integrazione tra i saperi e la loro applicazione nei contesti di lavoro è tradizionalmente più forte negli Istituti Tecnici e nei Professionali, dove l’Alternanza si è affermata fin da subito.

Nello schema che viene proposto alla fine si indica un percorso di elaborazione dell’idea e di trasferimento dei contenuti disciplinari da un setting tipicamente frontale ad una modalità laboratoriale e per competenze, secondo un modello di curricolo simulativo. Partendo dalla propria materia, l’insegnante riflette sulla declinazione operativa della disciplina e cerca di individuare e descrivere l’idea progettuale con cui collegare e raccordare i saperi con le attività di apprendimento non formale e informale che si svolgono in Alternanza. Si tratta quindi di uscire dalle forme e dalle modalità consuete della didattica frontale per riorganizzare in modo nuovo i nuclei fondanti delle discipline, finalizzandoli ad una dimensione «operativa» e applicativa che possa anche allargare il confine epistemologico del sapere ai vari campi delle scienze applicate e a situazioni di lavoro.

L’insegnante potrebbe anche stabilire a quale fase del percorso di Alternanza (iniziale, intermedia, finale) la propria «Unità Formativa» (UF) intenda ricondursi. Ad esempio, l’insegnante di diritto potrebbe approfondire un caso di studio sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro: in questo modo l’UF si collocherebbe all’inizio del percorso di Alternanza. L’insegnante di italiano potrebbe invece coinvolgere la classe nella «stesura commentata» delle fasi dell’ASL mediante la composizione di relazioni tecniche, supportate da mappe e schemi. In questo caso, allora, l’intervento del docente dovrebbe situarsi alla fine del percorso.


Anagrafe del progetto

I docenti e le materie coinvolte; Il titolo del progetto; il gruppo-classe. Fornire anche indicazioni particolari: ad esempio se il progetto si riferisce ad un gruppo misto; in che modo è funzionale all’Alternanza Scuola Lavoro; ecc.

Una rete per l’Alternanza di filiera nel settore della gomma

La rete delle scuole ad indirizzo Meccatronica con opzione “Tecnologia delle Materie Plastiche” [Rete Italiana Istituzioni Scolastiche per le Materie Plastiche - Rete ISMaP] comprende:
ISS «G. Natta» di Rivoli (TO), scuola capofila della rete;
- ITS “L. Einaudi” di Correggio (RE);
- ITI “D. Scano” di Monserrato (CA);
- ISS “I. Newton” di Varese;
- ISS “Viola Marchesini” di Rovigo;
- ISS “U. Masotto” di Noventa Vicentina (VC);
- ITI “E. Fermi” di Ascoli Piceno;
- ISS “Kennedy” di Pordenone (http://www.itiskennedy.gov.it/?p=7883);
- ISS “Olivetti” di Ivrea (TO)

In occasione dell’Assemblea Generale di Federazione Gomma Plastica, tenutasi a Milano il 20 giugno 2016, si è tenuta la tavola rotonda «Polimeri: formazione continua». Al confronto ha partecipato tra gli altri la professoressa Lionella Favretto, Dirigente Scolastico ISS “Natta” di Rivoli (TO). Al termine dell’incontro abbiamo chiesto alla dirigente di fare il punto sui percorsi attivi per gli studenti che vogliono lavorare nel campo delle materie plastiche, lo stato della domanda imprenditoriale e le prospettive per questo capitale umano di qualità. Lionella Favretto è la presidente di ISMAP, una rete di scuole istituita grazie alle possibilità del decreto 197 sull’autonomia. Al momento conta nove istituti che hanno predisposto l’articolazione meccanica e meccatronica con opzione materie plastiche. Le scuole che fanno parte della rete sono l’ISS “G. Natta” di Rivoli (TO), scuola capofila della rete, l’ITS “L. Einaudi” di Correggio (RE), ITI “D. Scano” di Monserrato (CG), ISS “I. Newton” di Varese, ISS “Viola Marchesini” di Rovigo, l’ISS “U. Masotto” di Noventa Vicentina (VC) e l’ITI “E. Fermi” di Ascoli Piceno. A partire da aprile 2016 si sono aggiunti anche l’ISS “Kennedy” di Pordenone e l’ISS “Olivetti” di Ivrea (TO). “L’idea della rete è nata perché le scuole che offrono un percorso professionalizzante in meccanica e meccatronica con opzione materie plastiche sono molto poche, a fronte di una richiesta molto forte da parte delle aziende”, spiega la professoressa Favretto. “Siamo pochi e distanti e abbiamo deciso di metterci insieme per confrontarci sui contenuti, sulle indicazioni da dare sul profilo del diplomato dell’opzione materie plastiche, su argomenti, metodologie, approccio al settore, in modo da mettere a sistema buone pratiche, mettersi d’accordo sui testi da utilizzare”. A quanto pare il mercato è povero di pubblicazioni sul mondo della plastica: a Reggio Emilia ad esempio è stato prodotto un testo ad hoc sulle materie plastiche per l’Istituto superiore. Ci si confronta ovviamente anche sull’alternanza scuola-lavoro, per mettere in relazione scuole, studenti e imprese, che danno un grosso sostegno all’attività degli istituti dell’ISMAP. “C’è un confronto paritario con gli imprenditori. Non siamo soli. Un istituto tecnico del resto non può isolarsi da un contesto produttivo. I ragazzi devono fare i conti con la realtà che cambia e che si muove nel privato. La collaborazione con le imprese ci vuole, e deve essere intelligente”. Le aziende chiedono continuamente diplomati da inserire in azienda: la ricerca parte dagli istituti con percorsi professionalizzanti come quello offerto dal Natta, meglio se reduci da un’esperienza in alternanza scuola-lavoro. “L’esperienza in azienda fa maturare molto i ragazzi. Si relazionano con l’esterno in modo molto diverso con maggiore consapevolezza. Ma non è detto che tutti quelli che hanno fatto esperienza di stage e tirocinio decidano di andare subito a lavorare”, spiega la dirigente. Resta però l’esperienza, che i ragazzi si portano dietro anche nel mondo universitario. È importante specificare che la forte richiesta di studenti diplomati in grado di portare le proprie conoscenze nelle aziende che si occupano di meccanica, meccatronica e plastica, non deve far pensare a una volontà che voglia allontanare i ragazzi da una formazione post-diploma. “Il dibattito in corso è proprio questo: se l’alternanza non spinge all’ingresso immediato nel mondo del lavoro, sottraendo teste alla formazione universitaria. Per questo ci vuole una gestione intelligente dell’alternanza scuola-lavoro”, spiega Favretto. “Lo spirito è fare i conti con un mondo che cambia e riconoscere il fatto che anche l’apprendimento in un contesto lavorativo è importante e offre delle competenze che non necessariamente devono essere spese subito, ma che possono essere investite in una formazione superiore”.
Partenariato:
Federazione Nazionale Gomma Plastica
Progetto


FORMAZIONE DOCENTE

Focalizzare la formazione sull’Alternanza Scuola Lavoro

Che cos’è l’alternanza scuola lavoro?


Le scuole in alternanza


Il curricolo


Le competenze


IDEE, TEMI, CATEGORIE

Modelli e approcci
Come ci si rapporta all’Alternanza Scuola Lavoro? In che cosa consiste l’attraversamento dei luoghi di lavoro?
Sviluppo dell’idea Orientamento L’approccio prestazionale L’approccio trasformazionale Dentro e fuori la scuola Service Learning
Metodologie
Le didattiche attive per la trasformazione della scuola e per l’innovazione metodologica
Didattica laboratoriale Didattica per scenari Flipped Classroom Design Thinking Project Based Learning Compiti autentici Discipline e Alternanza
Alternanza digitale
Le nuove frontiere dell’Additive Manufacturing e dei Laboratori dell’innovazione digitale.
FabLab Maker Faire Laboratori per l’occupabilità Coding Digital Manufacturing Industria 4.0 Geografia digitale Big Data

Scuola Impresa
Le competenze di imprenditorialità nelle diverse forme dell’Alternanza Scuola Lavoro
Impresa Formativa Simulata Alternanza e Start Up Scuola-Impresa Bottega scuola Monetica e Finanza Ristorante didattico
Alternanza social
Il Terzo Settore, il volontariato e le esperienze che coinvolgono le professionalità della cura
Terzo Settore BES e Alternanza Coworking Social design Banca del Tempo Sociale
Monitoraggi
I monitoraggi del MIUR, i giovani e il lavoro, la condizione giovanile in Italia
Focus 2016-17 Focus 2015-16 Censis - Giovani e Lavoro Osservatorio Giovani Giovani e Soft Skill

ESPERIENZE

Alcune esperienze significative di Alternanza Scuola Lavoro

RASSEGNA DELL’ALTERNANZA

Il portale del MIUR
La piattaforma ufficiale del Ministero dell’Istruzione che consente di gestire e documentare i percorsi di Alternanza
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Coworking e Design Thinking
Un progetto sulle competenze trasversali che ha coinvolto quattro licei milanesi, Assolombarda e Talent Garden
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Cluster SPRING
Il Cluster SPRING nasce per iniziativa di una serie di aziende per sviluppare processi formativi tra scuola e lavoro
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Social Design
Una classe terza del Liceo Scientifico “Alessandro Volta” di Torino - con la collaborazione di SocialFare® - ha sviluppato un percorso di ASL per riconvertire un fabbricato in un’aula didattica innovativa
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Reggia di Caserta
L’Alternanza Scuola Lavoro alla Reggia di Caserta: un esempio di collaborazione tra la scuola e un grande museo nazionale con proposte di qualità. Storytelling dei beni culturali, territorio, ambiente e paesaggio
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La metodologia EDUSCRUM
L’Istituto Tecnico Industriale "Rossi" di Vicenza ha sperimentato i principi del Lean Thinking a scuola, una metodologia introdotta nella didattica dalla Fondazione EDUSCRUM
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UNICREDIT per l’Alternanza
Il video racconta il percorso di Alternanza all’ITI «Galileo Ferraris» di Scampia (Napoli) nell’ambito del progetto StartUpYourLife di Banca Unicredit
Federazione Gomma Plastica
Tra le molte iniziative, la Federazione gomma plastica ha sostenuto un progetto innovativo di ASL con una rete di isituti tecnici con indirizzo chimico
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Il Portolano dell’Alternanza
Le esperienze di alternanza nel settore dei beni culturali documentate e monitorate a cura della Direzione Generale Educazione e Ricerca del MiBACT
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MODELLI DI QUALITÀ

Monitoraggio qualitativo e studi di caso

Un progetto che combina in modo originale tecnologia e teoria sociale per il cambiamento dei comportamenti enenrgetici. Tecnologie open e hardware low cost. Arduino, Razberry. Un percorso di scuola lavoro con un partenariato internazionale. 60 studenti; 1200 ore di aASL in due anni.

THE4BEES: Transnational Holistic Ecosystem 4 Better Energy Efficiency
through Social innovation.
Istituto Superiore Statale «Avogadro» - Torino

Un curricolo innovativo che integra scuola e lavoro in un ambiente caratterizzato da significative esperienze di trasformazione del modello didattico.

MADE++ Digital Manufacturing
Centro di Formazione Professionale «Veronesi» - Rovereto
Walking in my shoes - Un percorso di ASL nelle Officine del Nuovo Pignone
Baker Hughes (a GE Company) e Liceo Scientifico «Castelnuovo» - Firenze
Lavorare con i libri, il progetto di Alternanza Scuola Lavoro del Salone Internazionale del Libro di Torino
Più di 400 studenti di scuola secondaria superiore (350 di Torino e 60 da Ferrara, Pordenone e Rimini) potranno scoprire e imparare i segreti dei «mestieri del libro».
Scheda del percorso

In corso di elaborazione.

IIS «Malignani» Udine e Officine Pittini
In corso di elaborazione

In corso di elaborazione.

Reggia di Caserta
In corso di elaborazione

In corso di elaborazione.

ITI «Rossi» - Vicenza
In corso di elaborazione

In corso di elaborazione.

ISS «Paleocapa» Bergamo
In corso di elaborazione

In corso di elaborazione.

IIS «Marco Polo» - Bari
In corso di elaborazione

RISORSE

Glossario dell’Alternanza

   


ALTERNANZA DOVE

Geolocalizzazione delle esperienze

BLOG SCUOLA-LAVORO

Modelli innovativi di Alternanza Scuola Lavoro

LE RAGIONI DELL’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

La ricerca di INDIRE, Giugno 2017

In questo studio preliminare abbiamo cercato di raccogliere e descrivere – anche grazie al supporto di una reportistica che ha visto, negli ultimi tempi, un significativo incremento – tutta una serie di problematiche, di esperienze, di modalità di intervento, di strategie di approccio sui temi dell’Alternanza Scuola-Lavoro e, anche in termini più generali, sui rapporti tra didattica e apprendimento work-based..

L’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO A FIERADIDACTA ITALIA

La ricerca di INDIRE, Giugno 2017

Che cosa cambia nella scuola con l’Alternanza Scuola-Lavoro? In che modo le imprese possono concorrere alla trasformazione del sistema educativo? Come si coniuga il cambiamento in atto nella smart factory con la ricerca dell’innovazione didattica? Quali sono i modelli di apprendimento Work-Based che possono essere trasferiti nella scuola apportando contaminazioni, ma anche creatività e senso dell’organizzazione? L’alternanza formativa è certamente un’opportunità di crescita e di trasformazione del sistema scolastico, un affascinante percorso di andata e ritorno che dalla scuola conduce nei contesti di lavoro; un “circolo virtuoso” di idee e progetti in grado di generare il cambiamento della didattica. Ma è anche una sfida in cui insegnanti e dirigenti sono chiamati a confrontarsi con la realtà delle imprese, dei servizi e del terzo settore; con le loro complesse dinamiche; con la cultura del lavoro e con le diverse forme di innovazione efficace che oggi provengono dai contesti produttivi più avanzati.


Quote

Come trasformare le esperienze di ASL in modelli riproducibili, in grado di essere ricondotti e trasferiti – come exempla, come paradigmi – sul terreno della programmazione curricolare e dentro il sistema dell’istruzione?



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