Scuola Lavoro
Scuola Lavoro
Metodologie, strumenti e modelli per le competenze trasversali, l’orientamento e l’alternanza
Metodologie, strumenti e modelli per le competenze trasversali, l’orientamento e l’alternanza

Carlo Mariani - Ricercatore INDIRE

Carlo Mariani - Ricercatore INDIRE

www.carlomariani.altervista.org

SUMMARY

La transizione Scuola Lavoro

Quali sono i modelli, le dinamiche, i processi che la scuola può ideare, adottare e realizzare con l’Alternanza Scuola Lavoro? In che modo le imprese possono concorrere alla trasformazione e al miglioramento del sistema educativo? Come si possono progettare esperienze di qualità che migliorino l’offerta formativa, guardando al mondo delle imprese e valorizzando l’impegno degli insegnanti? Quali prospettive si aprono per la scuola e per i giovani di fronte a questo mutamento di prospettiva?

Con la legge 107 del 2015, l’Alternanza Scuola Lavoro ha assunto una duplice veste: ha ottenuto un riconoscimento, una dignità e una collocazione all’interno del curricolo come modalità di apprendimento nei contesti non formali e informali. Inoltre è diventata una cornice metodologica e un laboratorio didattico che risponde ad un’esigenza di innovazione tutta interna alla secondaria superiore, e che implica un approccio trasformazionale di fronte alla delicata questione dei rapporti tra scuola e mondo delle imprese.

I percorsi di alternanza mettono in contatto gli alunni con i contesti di lavoro; orientano le scelte scolastiche e professionali; fanno conoscere le problematiche della sicurezza, dei diritti e dei doveri nei luoghi di lavoro, in un “circolo virtuoso” di conoscenze, visioni e idee in grado di generare una concreta trasformazione del sistema educativo.
Le difficoltà e le resistenze che i percorsi di alternanza hanno incontrato nella scuola vanno considerate con attenzione, attraverso un atteggiamento critico che faccia emergere anche le incongruenze di quei progetti che si sono poi rivelati inefficaci sotto il profilo formativo.

Queste critiche meritano di essere prese in considerazione, analizzate e discusse con spirito costruttivo e in una prospettiva di miglioramento della progettazione, tale da consentire alla scuola di integrare l’alternanza all’interno del curricolo e dell’offerta formativa, non soltanto attraverso la dimensione operativa del lavoro, ma anche con un maggiore coinvolgimento delle materie scolastiche, mediante una diversa configurazione del setting didattico e un approccio orientativo "on the job".

Anche per questo l’alternanza formativa costituisce una sfida didattica e metodologica, da accompagnare con interventi mirati, e in cui insegnanti e dirigenti scolastici sono chiamati a confrontarsi con la realtà delle imprese, dei servizi, del terzo settore e con le loro complesse articolazioni; a misurarsi con la cultura del lavoro e con le numerose opportunità di quella innovazione sostenibile che oggi proviene dai contesti produttivi più avanzati.

Con la Legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018 n. 145), l’Alternanza è stata ridefinita nei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) che - a decorrere dall’anno scolastico 2018/2019 - sono attuati per una durata complessiva di almeno 210 ore nel triennio degli istituti professionali, di almeno 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno degli istituti tecnici, e di almeno 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei.

Alternanza Scuola Lavoro: le metodologie, gli strumenti, l’organizzazione

I percorsi in alternanza sono progettati, attuati, verificati e valutati sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro.

[Decreto Legislativo 77/2005 - "Definizione delle norme generali relative all’alternanza scuola-lavoro", art. 2]
Quadro normativo

I numeri dell’Alternanza nel 2016-2017

6000
Le scuole che hanno svolto percorsi di Alternanza
76246
I percorsi di Alternanza attivati a partire dal terzo anno
208325
Il numero delle strutture ospitanti
937976
Gli studenti delle classi terze, quarte e quinte

FRAMEWORK

La cornice e il contesto per interpretare la complessità del problema

In questo schema iniziale si possono individuare le dimensioni del problema, i contesti, i soggetti e gli aspetti organizzativi e didattici che compongono la definizione, lo sviluppo e gli elementi di raccordo tra scuola e lavoro. I macro-criteri che regolano l’esperienza dell’Alternanza formativa concorrono a determinare le finalità e l’orizzonte di senso del percorso, in stretto rapporto con la composizione del curricolo, i bisogni formativi individuali e gli obiettivi di competenza.

Alternanza e Politiche

Read More

Politiche e Strategie

Alternanza e Innovazione

Read More

Innovazione e Ricerca

Territorio

Alternanza e Processi

Read More

Processi e Prodotti

Il curricolo dell’alternanza

In che modo l’Alternanza Scuola Lavoro può trasformare il curricolo?

L’alternanza consente almeno due modalità di approccio alla progettazione curricolare: si tratta di configurazioni che possono ovviamente integrarsi e sovrapporsi, a seconda delle scelte della scuola, dei suoi percorsi ed indirizzi scolastici, del contesto territoriale e produttivo in cui essa opera.

Curricolo simulativo e curricolo immersivo

Il curricolo «simulativo» è centrato su attività che riproducono e simulano la dimensione del lavoro (in classe, nei laboratori), anche come aspetto di semplice socializzazione.

Il curricolo «immersivo» prevede invece l’attraversamento della realtà viva e concreta del lavoro nei luoghi di lavoro, mediante la metodologia dell’apprendistato cognitivo, più incline alla dimensione meta-riflessiva.

Didattica per competenze

L’Alternanza favorisce un ripensamento generale del curricolo in quanto richiede una programmazione autentica e per competenze, uscendo dai limiti finora imposti dai programmi disciplinari e da risultati di apprendimento misurati unicamente su conoscenze e abilità.

Il curricolo dell’ASL recepisce così le opportunità offerte da un apprendimento work-based mediante una ricollocazione delle discipline e della loro funzione.

Il sistema delle competenze nella scuola italiana

Nella nostra scuola secondaria il sistema delle competenze è regolato da una serie di insiemi che funzionano come variabili e che incidono sensibilmente sulla costruzione del percorso didattico poiché condizionano e determinano la declinazione e i traguardi che si intendono raggiungere.

Questa caratteristica implica spesso una sovrapposizione di piani e tende a generare tra gli insegnanti non poche difficoltà a modificare una programmazione concepita, fino a pochi anni fa, solo in termini di conoscenze.

La didattica laboratoriale, la didattica per competenze e l’Alternanza Scuola Lavoro

Partendo dalla didattica per competenze e coinvolgendo le materie curricolari, come si costruisce, come si progetta e come si scrive, un percorso di Alternanza Scuola Lavoro? Per garantirne la qualità sono fondamentali lo sviluppo dell’idea e la coerenza con l’offerta formativa della scuola.
Uno snodo centrale è costituito dal ruolo delle singole materie d’insegnamento. In che modo le discipline si integrano con le attività di Alternanza Scuola Lavoro? Questo processo di integrazione tra i saperi e la loro applicazione nei contesti di lavoro è tradizionalmente più forte negli Istituti Tecnici e nei Professionali, dove l’Alternanza si è affermata fin da subito.

Nello schema che viene proposto alla fine si indica un percorso di elaborazione dell’idea e di trasferimento dei contenuti disciplinari da un setting tipicamente frontale ad una modalità laboratoriale e per competenze, secondo un modello di curricolo simulativo. Partendo dalla propria materia, l’insegnante riflette sulla declinazione operativa della disciplina e cerca di individuare e descrivere l’idea progettuale con cui collegare e raccordare i saperi con le attività di apprendimento non formale e informale che si svolgono in Alternanza. Si tratta quindi di uscire dalle forme e dalle modalità consuete della didattica frontale per riorganizzare in modo nuovo i nuclei fondanti delle discipline, finalizzandoli ad una dimensione «operativa» e applicativa che possa anche allargare il confine epistemologico del sapere ai vari campi delle scienze applicate e a situazioni di lavoro.

L’insegnante potrebbe anche stabilire a quale fase del percorso di Alternanza (iniziale, intermedia, finale) la propria «Unità Formativa» (UF) intenda ricondursi. Ad esempio, l’insegnante di diritto potrebbe approfondire un caso di studio sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro: in questo modo l’UF si collocherebbe all’inizio del percorso di Alternanza. L’insegnante di materie letterarie potrebbe sviluppare un percorso didattico per competenze di italiano in alternanza, oppure coinvolgere la classe nella «stesura commentata» delle fasi dell’ASL mediante la composizione di relazioni tecniche, supportate da mappe e schemi. In questo caso, allora, l’intervento del docente dovrebbe situarsi alla fine del percorso.


Descrizione del progetto

I docenti e le materie coinvolte; Il titolo del progetto; il gruppo-classe. Fornire anche indicazioni particolari: ad esempio se il progetto si riferisce ad un gruppo misto; in che modo è funzionale all’Alternanza Scuola Lavoro; ecc.

Licei

Le competenze nei percorsi liceali

Tecnici

Il rilancio dell’istruzione tecnica

Professionali

Il riordino dell’istruzione professionale

Progettazione

I passaggi chiave di un percorso di Alternanza Scuola Lavoro

Le fasi che strutturano il percorso

Per progettare un percorso di ASL è necessaria una ricognizione generale e complessiva delle fasi macro che costituiscono la sequenza del processo. Per l’elaborazione dell’idea progettuale si può utilizzare questo Format


Contesto e obiettivi

Focus su:

  • Identità e ruolo della scuola;
  • Obiettivi educativi a medio-lungo termine;
  • Natura, scopi e finalità dell’ASL.

Si ricollega:

  • alla Mission definita nel PTOF;
  • alla Vision a medio lungo termine;
  • Ai soggetti che nella scuola partecipano alla definizione dell’ASL (C.d.Istituto; DS, CTS/CS; Docenti; Referente ASL; Funzione strumentale; Docenti tutor).

Criteri per la modellizzazione dei percorsi di Alternanza Scuola Lavoro

La possibilità di riprodurre, trasferire e disseminare, ovvero di modellizzare le buone pratiche di alternanza, passa dal riconoscimento e dall’adozione di una serie di criteri e parametri che garantiscano l’adeguatezza dei percorsi sotto il profilo della qualità e dell’efficacia didattica, e che tengano in considerazione le diversità del contesto socio-economico di riferimento, delle esigenze della scuola, del confronto con le strutture ospitanti

CICLO DELL’ALTERNANZA

Le fasi che costituiscono l’ideazione e la progettazione del percorso

Come si sviluppa il ciclo di ideazione e progettazione di un percorso di alternanza formativa? Quali sono i passaggi che la scuola deve tenere presenti per elaborare e realizzare progetti efficaci?

  1. L’analisi dei bisogni

    L’Analisi dei bisogni considera il quadro occupazionale e la domanda di formazione. La scuola può condurre - in una fase preliminare di ricognizione - un’indagine desk sulle ricerche effettuate da Unioncamere (Indagine Excelsior), rapporti Inapp e Istat, ecc.
    L’Analisi delle risorse tiene presenti le opportunità messe in campo dalla Scuola e dalle strutture ospitanti, ma anche i vincoli, la durata e i prerequisiti del percorso di ASL.
    L’Analisi sul campo può implicare, anche per i docenti, un eventuale stage in azienda.

    Alla luce delle recenti analisi dell’osservatorio Excelsior – il diffuso mismatch (molto elevato anche a livello europeo) conferma l’idea che il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro sia soprattutto di natura qualitativa e che dipenda – oltre che dalla difficoltà generalizzata a creare nuovi posti di lavoro – da una mancanza di competenze adeguate alle mansioni richieste, dalla inadeguatezza delle caratteristiche personali, dalla mancanza di esperienza lavorativa.

    In effetti una ricognizione preliminare delle competenze più richieste - settore per settore - consentirebbe di individuare, in sede di pianificazione dell’Alternanza, adeguate strategie per la progettazione dei percorsi. Ad esempio, si osservi il profilo di competenze richieste per la figura 4.3.2.1 di Addetto alla contabilità l’ex ragioniere che esce dall’Istituto Tecnico Economico (indirizzo: Amministrazione, Finanza e Marketing)




    Approfondimenti

    Bollettino Excelsior 2018
    Excelsior-Unioncamere - Sistema Informativo Professioni 4.3.2.1: Addetti alla contabilità (Istituto Tecnico Economico: AFM)

  2. Il Repertorio delle competenze

    Partendo dal complesso quadro d’insieme delle competenze, è necessario farne una corretta mappatura.
    Possiamo partire da una serie di domande: 1) Quale professionalità intende formare il nostro indirizzo di studi? 2) Quali sono le competenze da formare? 3) Quali sono gli indicatori di prestazione? 4) Durante il percorso di Alternanza Scuola Lavoro, in che modo la professionalità che la scuola intende formare si può ricollegare:
    1) alla domanda di formazione che emerge dagli studenti,
    2) alle esigenze del mercato del lavoro,
    3) alla missione educativa di quello specifico indirizzo di studi (istruzione liceale, tecnica, professionale)?

    L’individuazione delle competenze rappresenta un aspetto fondamentale nella costruzione del percorso. La scelta può essere effettuata tra:
    a) Le nuove Competenze chiave per l'apprendimento permanente, varate nel maggio 2018 in sostituzione di quelle del 2006;
    b) Le otto «Competenze Chiave e di Cittadinanza» - (Allegato 2 al «Regolamento recante norme in materia di adempimento dell’obbligo di istruzione», D.M. n. 139 del 22 agosto 2007);
    c) attraverso l’analisi del Profilo educativo, culturale e professionale dello studente (PECUP), che è strutturato attraverso competenze specifiche per i Licei, per gli Istituti Tecnici (Allegato A e Allegato B), per gli Istituti Professionali (Allegato A e Allegato B);
    d) concordando con la struttura ospitante un repertorio specifico di competenze;
    e) attingendo ai repertori di competenze che alcune associazioni di categoria hanno predisposto in funzione dell’alternanza.




    Sitografia

    Competenze chiave per l’apprendimento permanente
    Competenze chiave e di cittadinanza al termine dell’obbligo di istruzione
    Primo rapporto italiano di referenziazione delle qualificazioni al quadro europeo EQF
    Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni

  3. La scelta delle competenze e i livelli EQF

    La progettazione dei percorsi di ASL deve considerare sia la dimensione curriculare, sia la dimensione esperienziale che verrà svolta in contesti lavorativi. La scelta delle competenze dovrà anche considerare i livelli EQF e il quadro di referenziazione delle qualificazioni rilasciate dal sistema italiano (su cui si veda il Primo Rapporto italiano di Referenziazione delle Qualificazioni al Quadro Europeo EQF 2012.
    Le due dimensioni vanno integrate in un percorso unitario che miri allo sviluppo delle competenze espresse nel Profilo educativo, culturale e professionale (PECUP), riferibili a ciascun corso di studi e spendibili nel mondo del lavoro. Un aspetto che va tenuto presente è che le scuole tendono a ragionare ancora in termini di competenze del Profilo in uscita e come esito di risultati di apprendimento, mentre le aziende (in particolare le PMI) ragionano in termini di mansioni e prestazioni, quindi prediligono una declinazione della competenza intesa come performance.
    A questo vincolo si aggiunge la complessità della modulistica, che deve essere personalizzata sui percorsi di ciascuno studente.




    Sitografia

    Competenze chiave per l’apprendimento permanente
    Competenze chiave e di cittadinanza al termine dell’obbligo di istruzione
    Primo rapporto italiano di referenziazione delle qualificazioni al quadro europeo EQF
    Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni

  4. L’approccio trasformazionale

    Nella fase di ideazione e stesura del percorso di alternanza, le scuole hanno bisogno di un modello-cruscotto di progettazione che sia semplice da costruire e da gestire. Un modello che possa aiutare la scuola a riallineare un baricentro che in molti casi è sbilanciato sulle aziende, fino a coincidere con uno schema di tipo prestazionale. Un approccio di tipo trasformazionale può invece contribuire a riportare la scuola in una posizione centrale rispetto al processo e consentire un’innovazione sostenibile delle metodologie didattiche, anche nelle materie di base.

    Nella fase di approccio alla progettazione del percorso di Alternanza è fondamentale individuare la convergenza tra obiettivi di studio e obiettivi di lavoro:
    - Scelta della /e competenza/e in coerenza funzionale con le tematiche;
    - Individuazione degli elementi costitutivi la competenza (abilità e conoscenze);
    - Sviluppo e implementazione di abilità e conoscenze nell’esercizio di attività previste e concordate nel contesto lavorativo/formativo;
    - Accertamento/valutazione e misurazione dei risultati/esiti del percorso progettuale (prove);
    - Ricaduta dell’esperienza sulla didattica, su metodologie e progettualità, su responsabilità e partecipazione dell’impresa, su responsabilità sociale e innovazione.

  5. La co-progettazione

    Nella fase di co-progettazione la scuola tende a fare riferimento soprattutto alle competenze descritte nel PECUP mentre le aziende, in particolare le PMI, ragionano in termini di compiti e mansioni. Un terreno di incontro tra scuola e azienda nella individuazione delle competenze – e delle attività ad esse correlate – è rappresentato da un modello didattico centrato sui compiti autentici. Questa soluzione presenta la caratteristica di coinvolgere maggiormente l’apporto del Consiglio di Classe e degli insegnamenti disciplinari attraverso la progettazione di Unità Formative che si integrano con l’alternanza.

  6. Coinvolgere le materie di insegnamento

    In che modo gli insegnanti possono inserirsi in questo processo? Assumono rilievo almeno due azioni:
    1) Anticipare, preparare e accompagnre l’ASL mediante unità di apprendimento, moduli didattici, compiti autentici, unità formative capitalizzabili che predispongano la classe alle situazioni operative che si ritrovano nei contesti di lavoro, declinando il curricolo delle discipline su casi di studio, simulazioni, lavoro di gruppo, problem solving, scenari didattici. Una metodologia operativa che può essere utile in questo caso è quella della progettazione a ritroso.
    2) Concorrere al riesame del percorso di ASL mediante laboratori o lo strumento del Diario di bordo in cui gli studenti rielaborano criticamente l’esperienza dell’ASL valutandone il contributo.

  7. Tutor

    Sulla funzione tutoriale, la Guida operativa del Miur definisce molto chiaramente il ruolo e i compiti delle figure che accompagnano la progettazione e la gestione dell'Alternanza.

    «Per quanto riguarda le figure professionali che intervengono nel percorso formativo di alternanza scuola lavoro, risultano strategiche quelle deputate a seguire lo studente nella sua attività, che si identificano nel docente tutor interno (ai fini della presente Guida denominato anche tutor interno) e nel tutor formativo esterno (ai fini della presente Guida denominato anche tutor esterno), affiancati in molte scuole dalla figura di un docente funzione strumentale per l’alternanza e/o da un referente di progetto, come punto di raccordo tra gli operatori interni ed esterni per coordinare le attività previste dai singoli progetti.
    Il tutor interno, designato dall’istituzione scolastica tra coloro che, avendo-ne fatto richiesta, possiedono titoli documentabili e certificabili, svolge le seguenti funzioni:

    a) elabora, insieme al tutor esterno, il percorso formativo personalizzato che verrà sottoscritto dalle parti coinvolte (scuola, struttura ospitante, studente/soggetti esercenti la potestà genitoriale);
    b) assiste e guida lo studente nei percorsi di alternanza e ne verifica, in collaborazione con il tutor esterno, il corretto svolgimento;
    c) gestisce le relazioni con il contesto in cui si sviluppa l’esperienza di alternanza scuola lavoro, rapportandosi con il tutor esterno;
    d) monitora le attività e affronta le eventuali criticità che dovessero emergere dalle stesse;
    e) valuta, comunica e valorizza gli obiettivi raggiunti e le competenze progressivamente sviluppate dallo studente;
    f) promuove l’attività di valutazione sull’efficacia e la coerenza del percorso di alternanza, da parte dello studente coinvolto;
    g) informa gli organi scolastici preposti (Dirigente Scolastico, Dipartimenti, Collegio dei docenti, Comitato Tecnico Scientifico/Comitato Scientifico) ed aggiorna il Consiglio di classe sullo svolgimento dei percorsi, anche ai fini dell’eventuale riallineamento della classe;
    h) assiste il Dirigente Scolastico nella redazione della scheda di valutazione sulle strutture con le quali sono state stipulate le convenzioni per le attività di alternanza, evidenziandone il potenziale formativo e le eventuali difficoltà incontrate nella collaborazione.




    Approfondimenti

    Approccio partecipativo all’Alternanza Scuola Lavoro. Linee guida e strumenti per la scuola
    Report di monitoraggio sui progetti per la formazione di tutor scolastici e di rete per l’Alternanza Scuola Lavoro

    Gli Strumenti del Tutor scolastico

    Alternanza Scuola Lavoro: essere Tutor [.pdf]
    Strumenti per la gestione, il monitoraggio e la valutazione dell’Alternanza [.pdf] - Formato .docx modificabile
    USR Marche - Modulistica e Strumenti di gestione per l’Alternanza Scuola Lavoro [.zip]

  8. Valutazione

    Nei percorsi di alternanza la valutazione rappresenta un elemento fondamentale per la verifica della qualità degli apprendimenti, alla cui costruzione concorrono differenti contesti (scuola, lavoro) e diversi soggetti (docenti/formatori/studenti), per i quali è necessario identificare e approntare opportune procedure e criteri adeguati e coerenti.

    A differenza di quanto avviene nel contesto di apprendimenti formali e strutturati, la valutazione di ciò che si è imparato in alternanza non si realizza tramite prove oggettive, interrogazioni o prove di verifica: avviene invece mediante griglie di osservazione, di prestazione e di comportamento, oppure attraverso le realizzazioni (manufatti; progetti; contenuti digitali; presentazioni multimediali; ecc.) che l’allievo ha prodotto nel contesto dell’esperienza on the job.

    La valutazione dell’alternanza necessita di un approccio multidimensionale che tenga presente molte condizioni e numerose prospettive. Accanto alla valutazione di risultato si colloca, infatti, una valutazione del processo: si valutano, cioè, sia il percorso di alternanza nel suo insieme (il processo) che – allo stesso tempo, ma con modalità diverse – gli apprendimenti, le competenze, gli atteggiamenti del singolo studente (il risultato). Il processo valutativo dell’alternanza implica, quindi, un contesto che prevede la compartecipazione attiva di più soggetti: il tutor interno, il tutor esterno, i docenti del consiglio di classe, i colleghi di lavoro dello studente e infine lo studente stesso.

    Peraltro, le modalità con cui vengono realizzati i diversi segmenti dell’intero percorso di alternanza si collocano all’interno di situazioni di tipo immersivo, e si realizzano mediante l’attraversamento vero e proprio dei contesti di lavoro e di esperienze work based a contatto diretto con il mondo della produzione di beni e servizi. Oppure si collocano in un setting di apprendimento che rappresenta piuttosto una simulazione dei contesti di lavoro, come ad esempio nella nell’Impresa Formativa Simulata o in ambienti online strutturati con il supporto di tecnologie digitali che riproducono una situazione operativa, un problema da risolvere, uno studio di caso.

    Pertanto ciò che si osserva e si valuta nei percorsi di alternanza è la varietà di un processo molto articolato e complesso che è fatto di apprendimenti e saperi tecnici, ma anche di interessi, motivazioni, coinvolgimenti emotivi, competenze trasversali, comportamenti: un processo fortemente condizionato dall’adeguatezza con cui la scuola lo ha predisposto e organizzato, dal contesto produttivo e da tutta una serie di variabili che possono determinarne il successo o il fallimento.


    Soggetti
    Documenti
    Tutor scolastico
    Report di valutazione
    Documento 2
    Report di sintesi
    Documento 6
    Certificazione delle competenze
    Documento 7
    Tutor aziendale
    Report di monitoraggio
    Documento 1
    Report di valutazione
    Documento 4
    Studente
    Report di valutazione
    Documento 3
    Report di autovalutazione
    Documento 5

    Scarica i Documenti [.pdf] - Formato .docx

COSTRUIRE IL PERCORSO

Le azioni e le attività dell’Alternanza Scuola Lavoro

La struttura di un percorso di Alternanza Scuola Lavoro - opportunamente concepito secondo una logica triennale - si compone di attività e azioni tra loro correlate che possono svolgersi in aula, in laboratorio, negli ambienti di apprendimento situati presso le strutture ospitanti.
Per i Licei sono previste complessivamente 200 ore di alternanza, suddivise in percorsi individualizzati di natura triennale; per gli indirizzi Tecnici e Professionali sono previste invece 400 ore di attività.
La normativa della legge 107/2015 ha ampliato notevolmente la possibilità di coinvolgere nell’alternanza anche strutture museali, enti pubblici e privati del terzo settore, rendendo possibile in questo modo la progettazione di percorsi più congeniali anche per quelle scuole che fino al 2015 non avevano mai sperimentato questa modalità didattica.
Nei percorsi di alternanza una delle attività iniziali è quella dell’orientamento, che assume una funzione formativa per indirizzare gli alunni verso una migliore conoscenza del proprio talento, per valorizzare «le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali» (D.Lgs. n. 77 del 15 aprile 2005, n. 77, Definizione delle norme generali relative all’alternanza scuola-lavoro, a norma dell’articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53).

Project Work Job Shadowing Sviluppo di un’idea Orientamento Service Learning Seminari con esperti FabLab Erasmus+ Laboratori territoriali per l’occupabilità Coworking Scambi/Gemellaggi Cooperazioni Internazionali

Una rete per l’Alternanza di filiera nel settore della gomma

La rete delle scuole ad indirizzo Meccatronica con opzione “Tecnologia delle Materie Plastiche” [Rete Italiana Istituzioni Scolastiche per le Materie Plastiche - Rete ISMaP] comprende:
ISS «G. Natta» di Rivoli (TO), scuola capofila della rete;
- ITS “L. Einaudi” di Correggio (RE);
- ITI “D. Scano” di Monserrato (CA);
- ISS “I. Newton” di Varese;
- ISS “Viola Marchesini” di Rovigo;
- ISS “U. Masotto” di Noventa Vicentina (VC);
- ITI “E. Fermi” di Ascoli Piceno;
- ISS “Kennedy” di Pordenone (http://www.itiskennedy.gov.it/?p=7883);
- ISS “Olivetti” di Ivrea (TO)

In occasione dell’Assemblea Generale di Federazione Gomma Plastica, tenutasi a Milano il 20 giugno 2016, si è tenuta la tavola rotonda «Polimeri: formazione continua». Al confronto ha partecipato tra gli altri la professoressa Lionella Favretto, Dirigente Scolastico ISS “Natta” di Rivoli (TO). Al termine dell’incontro abbiamo chiesto alla dirigente di fare il punto sui percorsi attivi per gli studenti che vogliono lavorare nel campo delle materie plastiche, lo stato della domanda imprenditoriale e le prospettive per questo capitale umano di qualità. Lionella Favretto è la presidente di ISMAP, una rete di scuole istituita grazie alle possibilità del decreto 197 sull’autonomia. Al momento conta nove istituti che hanno predisposto l’articolazione meccanica e meccatronica con opzione materie plastiche. Le scuole che fanno parte della rete sono l’ISS “G. Natta” di Rivoli (TO), scuola capofila della rete, l’ITS “L. Einaudi” di Correggio (RE), ITI “D. Scano” di Monserrato (CG), ISS “I. Newton” di Varese, ISS “Viola Marchesini” di Rovigo, l’ISS “U. Masotto” di Noventa Vicentina (VC) e l’ITI “E. Fermi” di Ascoli Piceno. A partire da aprile 2016 si sono aggiunti anche l’ISS “Kennedy” di Pordenone e l’ISS “Olivetti” di Ivrea (TO). “L’idea della rete è nata perché le scuole che offrono un percorso professionalizzante in meccanica e meccatronica con opzione materie plastiche sono molto poche, a fronte di una richiesta molto forte da parte delle aziende”, spiega la professoressa Favretto. “Siamo pochi e distanti e abbiamo deciso di metterci insieme per confrontarci sui contenuti, sulle indicazioni da dare sul profilo del diplomato dell’opzione materie plastiche, su argomenti, metodologie, approccio al settore, in modo da mettere a sistema buone pratiche, mettersi d’accordo sui testi da utilizzare”. A quanto pare il mercato è povero di pubblicazioni sul mondo della plastica: a Reggio Emilia ad esempio è stato prodotto un testo ad hoc sulle materie plastiche per l’Istituto superiore. Ci si confronta ovviamente anche sull’alternanza scuola-lavoro, per mettere in relazione scuole, studenti e imprese, che danno un grosso sostegno all’attività degli istituti dell’ISMAP. “C’è un confronto paritario con gli imprenditori. Non siamo soli. Un istituto tecnico del resto non può isolarsi da un contesto produttivo. I ragazzi devono fare i conti con la realtà che cambia e che si muove nel privato. La collaborazione con le imprese ci vuole, e deve essere intelligente”. Le aziende chiedono continuamente diplomati da inserire in azienda: la ricerca parte dagli istituti con percorsi professionalizzanti come quello offerto dal Natta, meglio se reduci da un’esperienza in alternanza scuola-lavoro. “L’esperienza in azienda fa maturare molto i ragazzi. Si relazionano con l’esterno in modo molto diverso con maggiore consapevolezza. Ma non è detto che tutti quelli che hanno fatto esperienza di stage e tirocinio decidano di andare subito a lavorare”, spiega la dirigente. Resta però l’esperienza, che i ragazzi si portano dietro anche nel mondo universitario. È importante specificare che la forte richiesta di studenti diplomati in grado di portare le proprie conoscenze nelle aziende che si occupano di meccanica, meccatronica e plastica, non deve far pensare a una volontà che voglia allontanare i ragazzi da una formazione post-diploma. “Il dibattito in corso è proprio questo: se l’alternanza non spinge all’ingresso immediato nel mondo del lavoro, sottraendo teste alla formazione universitaria. Per questo ci vuole una gestione intelligente dell’alternanza scuola-lavoro”, spiega Favretto. “Lo spirito è fare i conti con un mondo che cambia e riconoscere il fatto che anche l’apprendimento in un contesto lavorativo è importante e offre delle competenze che non necessariamente devono essere spese subito, ma che possono essere investite in una formazione superiore”.
Partenariato:
Federazione Nazionale Gomma Plastica
Progetto


FORMAZIONE DOCENTE

Focalizzare la formazione sull’Alternanza Scuola Lavoro

Che cos’è l’alternanza scuola lavoro?


Le scuole in alternanza


Il curricolo


Le competenze


Educazione finanziaria
Orientamento
Industria 4.0
Imprenditorialità
Beni culturali

IDEE, TEMI, CATEGORIE

Modelli e approcci

Come ci si rapporta all’Alternanza Scuola Lavoro? In che cosa consiste l’attraversamento dei luoghi di lavoro?

Sviluppo dell’idea L’approccio prestazionale L’approccio trasformazionale Dentro e fuori la scuola Service Learning

Metodologie

Le didattiche attive per la trasformazione della scuola e per l’innovazione metodologica

Didattica laboratoriale Didattica per scenari Flipped Classroom Design Thinking Project Based Learning Compiti autentici Avanguardie educative

Alternanza digitale

Le nuove frontiere dell’Additive Manufacturing e dei Laboratori dell’innovazione digitale

FabLab Digital Manufacturing Maker Faire Geografia digitale
Coding Industria 4.0
Big Data

Scuola Impresa

Le competenze di imprenditorialità nelle diverse forme dell’Alternanza Scuola Lavoro

Impresa Formativa Simulata Alternanza e Start Up Laboratori per l’occupabilità Bottega scuola Monetica e Finanza Ristorante didattico

Alternanza social

Il Terzo Settore, il volontariato e le esperienze che coinvolgono le professionalità della cura

Terzo Settore BES e Alternanza Coworking Social design Banca del Tempo Sociale

Monitoraggi

I monitoraggi del MIUR, i giovani e il lavoro, la condizione giovanile in Italia

Focus 2016-17 Focus 2015-16 Censis - Giovani e Lavoro Osservatorio Giovani Giovani e Soft Skill Alternanza in Toscana Slide Toscana

ESPERIENZE

Alcune esperienze significative di Alternanza Scuola Lavoro

RASSEGNA DELL’ALTERNANZA

Il portale del MIUR
La piattaforma ufficiale del Ministero dell’Istruzione che consente di gestire e documentare i percorsi di Alternanza
Read More
Coworking e Design Thinking
Un progetto sulle competenze trasversali che ha coinvolto quattro licei milanesi, Assolombarda e Talent Garden
Read More
Cluster SPRING
Il Cluster SPRING nasce per iniziativa di una serie di aziende per sviluppare processi formativi tra scuola e lavoro
Read More
Social Design
Una classe terza del Liceo Scientifico “Alessandro Volta” di Torino - con la collaborazione di SocialFare® - ha sviluppato un percorso di ASL per riconvertire un fabbricato in un’aula didattica innovativa
Read More
Reggia di Caserta
L’Alternanza Scuola Lavoro alla Reggia di Caserta: un esempio di collaborazione tra la scuola e un grande museo nazionale con proposte di qualità. Storytelling dei beni culturali, territorio, ambiente e paesaggio
Read More
La metodologia EDUSCRUM
L’Istituto Tecnico Industriale "Rossi" di Vicenza ha sperimentato i principi del Lean Thinking a scuola, una metodologia introdotta nella didattica dalla Fondazione EDUSCRUM
Read More
UNICREDIT per l’Alternanza
Il video racconta il percorso di Alternanza all’ITI «Galileo Ferraris» di Scampia (Napoli) nell’ambito del progetto StartUpYourLife di Banca Unicredit
Federazione Gomma Plastica
Tra le molte iniziative, la Federazione gomma plastica ha sostenuto un progetto innovativo di ASL con una rete di isituti tecnici con indirizzo chimico
Read More
Il Portolano dell’Alternanza
Le esperienze di alternanza nel settore dei beni culturali documentate e monitorate a cura della Direzione Generale Educazione e Ricerca del MiBACT
Read More
We For Youth
We4Youth ha l’obiettivo di diffondere pratiche e modelli di successo di esperienze formative basate sul lavoro
Read More
Let’s Bit
Un progetto di peer education sull’utilizzo consapevole della Rete realizzato dal CNR coinvolgendo due generazioni di nativi digitali
Read More
StartNet
Una rete innovativa per promuovere l’orientamento nella scuola e l’ingresso di ragazzi e ragazze nel mondo del lavoro
Read More

VIDEO

Scuola-Lavoro sui canali video

Direttamente dalle scuole, una rassegna sulle esperienze più innovative e interessanti di integrazione Scuola-Lavoro

Playlist

I Rossetti - IIS "Mattei", Vasto
Let's Bit
Unicredit
AI e Design
StartNet
Impresa in Azione
ERL - Piombino
Social Design
Job-Lab - Cremona

MODELLI INNOVATIVI

Analisi qualitativa e studi di caso

Un progetto che combina in modo originale tecnologia e teoria sociale per il cambiamento dei comportamenti enenrgetici. Tecnologie open e hardware low cost. Arduino, Razberry. Un percorso di scuola lavoro con un partenariato internazionale. 60 studenti; 1200 ore di aASL in due anni.

THE4BEES: Transnational Holistic Ecosystem 4 Better Energy Efficiency
through Social innovation.
Istituto Superiore Statale «Avogadro» - Torino

Un curricolo innovativo che integra scuola e lavoro in un ambiente caratterizzato da significative esperienze di trasformazione del modello didattico.

MADE++ Digital Manufacturing
Centro di Formazione Professionale «Veronesi» - Rovereto
Walking in my shoes - Un percorso di ASL nelle Officine del Nuovo Pignone
Baker Hughes (a GE Company) e Liceo Scientifico «Castelnuovo» - Firenze
Lavorare con i libri, il progetto di Alternanza Scuola Lavoro del Salone Internazionale del Libro di Torino
Più di 400 studenti di scuola secondaria superiore (350 di Torino e 60 da Ferrara, Pordenone e Rimini) potranno scoprire e imparare i segreti dei «mestieri del libro».
Scheda del percorso

In corso di elaborazione.

IIS «Malignani» Udine e Officine Pittini
In corso di elaborazione

In corso di elaborazione.

Reggia di Caserta
In corso di elaborazione

In corso di elaborazione.

ITI «Rossi» - Vicenza
In corso di elaborazione

In corso di elaborazione.

ISS «Paleocapa» Bergamo
In corso di elaborazione

In corso di elaborazione.

IIS «Marco Polo» - Bari
In corso di elaborazione

RISORSE

Glossario dell’Alternanza

   


Studi e ricerche

Materiali e Report di approfondimento

ALTERNANZA DOVE

Geolocalizzazione delle esperienze