Corpo e anatomia

La medicina antica nasce in Grecia con Ippocrate di Kos (V-IV sec. a.C.) nel momento essa in cui riesce a tracciare una linea di confine tra sé e le altre tecniche, tra il proprio statuto complesso e la filosofia.
Per secoli quello che è stato chiamato il Corpus Hippocraticum rappresentò un punto di riferimento di tutta la scienza medica antica, almeno fino a Galeno (II sec. d.C.).
Nata dalla dietetica e vicina alla ginnastica, la medicina elabora gradualmente il proprio statuto disciplinare, la propria immagine e tende a porsi al centro di confluenza di molti saperi (la filosofia, la biologia, la meteorologia, l’astronomia, lo studio dei venti e del clima.
Le arie, le acque i luoghi è l’opera di Ippocrate che meglio sintetizza questa posizione.
Nel De nuptiis Philologiae et Mercurii Marziano Capella (V sec.) esclude la medicina dalle arti liberali in quanto troppo legate alle esigenze corporee dell’uomo. Da allora la medicina, come sapere terapeutico, entra a far parte delle arti meccaniche.
La medicina si afferma allora come téchne vincolata all’esperienza concreta e al rigore metodologico.
Sono fondamentali, in questo contesto, non solo la teoria e la pratica medica ma anche la costruzione di un lessico, di una terminologia, di una grammatica disciplinare, di una koiné specifica
La medicina diviene una scienza della semeiotica, cioè del semeion (il segno-sintomo) che il corpo restituisce nei diversi stadi della salute e della malattia.

  • Il semeion dice che cosa è successo → anamnesi
  • Il semeion dice che cosa sta accadendo → diagnosi
  • Il semeion dice che cosa accadrà → prognosi