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Enciclopedismo medievale

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Il concetto di enkýklios paidéia («formazione circolare» o «globale») entra a far parte della cultura medievale attraverso l’assimilazione e diffusione delle correnti ellenistiche. Il patrimonio intellettuale dell’enciclopedismo antico era stato classificato da Aristotele nell’Etica nicomachea (VI, 3-4) ed era poi passato nell’antichità latina, ripreso da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia, da Vitruvio nel De Architettura, da Quintiliano nella Institutio Oratoria. Gli autori della tarda latinità ripresero la sistemazione delle discipline e la metodologia del loro insegnamento, consegnando al Medioevo lo studio delle
Arti liberali e una nuova concezione della filosofia, intesa quest’ultima come exercitatio animi e comprensione dell’universale. Consegnata alla pratica educativa delle scuole cattedrali, l’enciclopedismo si caratterizzò come un sapere compilatorio, spesso basato su una descrizione ripetitiva, quantitativa e sincretica della conoscenza, che tuttavia aveva l’esigenza di conservare e custodire la ricchezza della civiltà antica in uno strumento che fosse di semplice e immediata fruizione. Nel periodo compreso tra il VI e il XII secolo fiorirono infatti opere che avevano già dal loro titolo una precisa impostazione enciclopedica: summae, specula, trésors, sententiarum libri, institutiones, disciplinarum libri, regolarmente utilizzati per la formazione del clero e negli studi superiori presso i centri universitari che sorsero nel XII e XIII secolo. Tra le opere enciclopediche medievali si segnalano il De nuptiis Philologiae et Mercurii di Marziano Capella (Le nozze di Filologia e Mercurio, composto verso il 430); le Institutiones divinarum et saecularium litterarum (Istituzioni delle lettere divine e profane) di Cassiodoro (490 ca. - 524); i libri delle Etymologiae del vescovo Isidoro di Siviglia (560 ca. - 636); il De Universo libri di Rabano Mauro (IX sec.); lo Speculum majus di Vincenzo di Beauvais (XIII sec.); gli Excerpta di Costantino Porfirogenito (X sec.); il Didascalicon di Ugo di San Vittore (XII sec.); le Summae theologiae di Alberto Magno e Tommaso d’Aquino (XIII sec.); Li livres du Tresor di Brunetto Latini (XIII sec.).