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Giullari e istrioni

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I primi testi letterari italiani provengono quasi tutti dal mondo giullaresco: il Ritmo Laurenziano, il Ritmo Cassinese, il Ritmo di Sant’Alessio sono collocati tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo in un ambito sociale vicino al mondo ecclesiastico. Tuttavia i giullari (ioculatores in latino, jongleurs in francese) subiscono l’opposizione del clericus a causa della loro instabilità sociale e mobilità in seno al sistema politico cortese. Mentre i chierici sono figure facilmente controllabili e bene inserite nelle strutture religiose dell’epoca, i giullari agiscono in uno spazio anti-istituzionale, sottraendosi alle regole del sistema e contestandolo dall'interno attraverso la satira del potere. I titoli negativi con cui essi vengono etichettati (histriones, scurrae) mettono in risalto la componente di dissacrazione che è implicita alla loro funzione: il giullare adopera un linguaggio licenzioso e osceno; è piuttosto un esecutore che un produttore; si affida prevalentemente alla trasmissione orale e all’improvvisazione.