Il sistema delle competenze

La scuola italiana è attualmente regolata, nei vari ordini e gradi, da un complesso sistema di competenze che tra loro si combinano come variabili, se non come veri e propri vincoli in grado di condizionare la costruzione del processo formativo, gli obiettivi e i traguardi di apprendimento. Questa caratteristica si incardina in una scuola in cui - rispetto ai saperi agiti - hanno prevalso invece le conoscenze, le abilità, i saperi dichiarati, la didattica trasmissiva, l'adeguamento ai programmi ministeriali, e implica una sovrapposizione di piani che tende a generare tra gli insegnanti non poche difficoltà. Il primo insieme di questo sistema è rappresentato dalle nuove otto Competenze chiave per l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita. Su proposta della Commissione Europea del 27 gennaio 2018, il Consiglio della UE ha emanato, il 22 maggio 2018, una nuova Raccomandazione che sostituisce quella risalente al 2006 (Raccomandazione 2006/962/CE). La ridefinizione non è soltanto terminologica. Le premesse e le motivazioni espresse nella prima parte del documento espongono in modo dettagliato i cambiamenti che sono stati apportati nella seconda parte, che costituisce il Quadro di riferimento europeo, alla luce di un mutato contesto sociale, culturale, economico e tecnologico. Per chi volesse saperne di più si rinvia al commento del Dirigente Scolastico Agostino Miele. Di fatto le otto Competenze dell'UE sono un punto di riferimento essenziale nella normativa italiana della scuola di base. Attraverso specifiche Linee Guida emanate dal MIUR, al termine del primo ciclo di istruzione gli insegnanti effettuano una certificazione utilizzando una griglia che fa riferimento all'elenco qui riprodotto.
  1. Competenza alfabetica funzionale;
  2. Competenza multilinguistica,
  3. Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria;
  4. Competenza digitale;
  5. Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare;
  6. Competenza in materia di cittadinanza;
  7. Competenza imprenditoriale;
  8. Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali.
  Con l’approvazione del Nuovo obbligo di Istruzione (2007) le direttive europee vennero acquisite, adattate e trasferite nella riforma - voluta dall'allora ministro Giuseppe Fioroni - che riportava a dieci anni il periodo dell'obbligo scolastico. La Raccomandazione UE del 2006 venne quindi recepita (D.M. 139 del 22 agosto 2007) mediante un secondo elenco di Competenze chiave e di cittadinanza articolato intorno al sistema dei cosiddetti assi culturali (Asse dei linguaggi, Asse matematico, Asse scientifico-tecnologico, Asse storico-sociale). Questo intervento ha favorito nel tempo sia una ristrutturazione interdisciplinare del curricolo che una sua verticalizzazione, nella prospettiva di una continuità tra scuola di base e secondaria superiore, e ha previsto la certificazione delle competenze in uscita alla fine del primo biennio della secondaria di secondo grado.  Attraverso le conoscenze, le abilità e le competenze dei quattro assi culturali, al termine dell’obbligo scolastico l’alunno dovrebbe essere in grado di:
  1. Imparare a imparare,
  2. Progettare,
  3. Comunicare,
  4. Collaborare e partecipare,
  5. Agire in modo autonomo e responsabile,
  6. Risolvere problemi,
  7. Individuare collegamenti e relazioni,
  8. Acquisire e interpretare l’informazione.
 

Vi è poi un terza variabile. Sia le Indicazioni Nazionali dei Licei, sia le Linee Guida degli Istituti Tecnici e Professionali – attraverso i rispettivi Profili educativi, culturali e professionali (PECUP) e la Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità (l'equivalente dei vecchi programmi ministeriali) – prevedono un’articolazione delle discipline strutturata mediante conoscenze, abilità e competenze.

Come si può ben intuire, tutti questi livelli di declinazione e di intersezione agiscono su piani diversi e tuttavia paralleli e concomitanti. Rappresentano componenti fondamentali del processo formativo ma segnano anche dei passaggi obbligati che non sempre si adattano ad un sistema rigido e "a legami deboli".

Inoltre, nel momento in cui lo studente entra in contatto con il mondo del lavoro, in un diverso contesto di apprendimento, si rende necessaria una specifica riorganizzazione dell’intero sistema delle competenze. Nell’Alternanza Scuola Lavoro questo processo si colloca nella fase della co-progettazione degli interventi, coinvolge il ruolo dei tutor (interni ed esterni) e dipende dalla natura del percorso individuale e dalle caratteristiche delle strutture ospitanti.

In ogni caso, uno dei bisogni che emerge nella progettazione dell’Alternanza riguarda proprio i repertori di competenze: essi definiscono e descrivono le varie tipologie di competenze tecnico-professionali necessarie nelle situazioni di apprendimento on the job e contribuiscono ad integrare e completare quelle acquisite a scuola.

Si veda a tale riguardo un esempio di Repertorio delle competenze realizzato nel 2016 da Assolombarda in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia.