Quale Alternanza?

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L’introduzione dell’ASL a livello curricolare ha rappresentato e rappresenta – ovviamente nei casi virtuosi di scuole che si sono attivate in questo senso – una forte accelerazione sul piano dell’innovazione didattica.
Questa innovazione è risultata maggiore soprattutto in quelle istituzioni scolastiche ancora fortemente legate ad una didattica trasmissiva, nei licei soprattutto, dove si sono messe in atto azioni e collaborazioni importanti.
In particolare il MiBACT, sotto la Direzione Generale Educazione e Ricerca (Martina De Luca, Elisabetta Borgia) ha svolto – per quanto riguarda tutto il settore complesso dei beni culturali – un’attività di coordinamento e monitoraggio con interventi mirati a valorizzare il ruolo dei musei, delle biblioteche, degli archivi, anche attraverso percorsi di ASL che hanno coinvolto le competenze digitali al servizio della cultura umanistica, le competenze trasversali e le conoscenze del territorio e del patrimonio artistico. Da questa iniziativa sono uscite anche interessanti pubblicazioni (Il Portolano dell’Alternanza Scuola Lavoro) che documentano le attività svolte, sia a livello di contenuti e progetti, sia a livello di analisi regionale e nazionale.
Ancora, sempre all’interno dei percorsi liceali, un settore disciplinare che ha raccolto positivamente gli stimoli dell’ASL a modificare la didattica è stato quello delle discipline STEM, e in generale delle scienze integrate. Recentemente anche importanti organi di stampa a livello nazionale stanno raccontando interessanti esperienze di ASL che coinvolgono i percorsi liceali, specialmente il Liceo Scientifico con l’opzione Scienze applicate. Il valore aggiunto di queste iniziative è il rapporto che le scuole attivano con i soggetti del territorio: non solo aziende ma anche enti e musei della scienza.
Una criticità – soprattutto per i Licei – è rappresentata dal numero complessivo di ore da svolgere nel Triennio. Un numero inferiore di ore consentirebbe forse di metabolizzare il cambiamento prodotto dell’ASL soprattutto se accompagnato da una formazione “didattica” mirata, che tenga insieme le materie di insegnamento e i suoi risvolti nella dimensione operativa del lavoro.
Nell’Istruzione Tecnica e Professionale l’ASL è stata vissuta in continuità con le esperienze precedenti che in questi indirizzi sono sempre stati realizzati anche prima dell’introduzione della legge 107. Semmai sono aumentati il carico e l’impegno di tipo amministrativo. Tuttavia sia il settore Tecnologico che quello Economico hanno mantenuto e implementato i rapporti con il mondo delle imprese.
In ogni caso abbiamo rilevato che le esperienze qualitativamente più significative sul piano delle competenze sono avvenute in presenza delle Industrie 4.0, dove la trasformazione tecnologica è stata in grado di avviare con le scuole un rapporto di interscambio (non solo in termini di co-progettazione), ma soprattutto come ritorno di know how dall’impresa alla scuola. È auspicabile che questo tipo di policy venga ulteriormente rafforzato, anche per ridare slancio all’Istruzione Tecnica e per consolidare il ruolo decisivo del settore industriale. Peraltro, alcune indagini e ricerche hanno messo in rilievo come oltre la metà di diplomati nei Tecnici e nei Professionali siano impiegati con mansioni non coerenti con gli studi compiuti
Va precisato tuttavia che il ruolo dell’ASL non può essere – anche in questi casi in cui pure sono significative la presenza e la collaborazione delle associazioni di categoria – quello di una attività a cui si accede con già delle competenze a disposizione dell’attività di tirocinio. Questo aspetto rischierebbe di configurare l’ASL secondo un paradigma di tipo prestazionale, mediante repertori di competenze che tuttavia hanno senso soltanto una volta che siamo in presenza di attività lavorativa vera e propria. Gli studenti vanno infatti in Alternanza per acquisire, conseguire e mobilitare le proprie competenze, non per dimostrare che già le possiedono.
Quello che invece le scuole sembrano chiedere dall’ASL è piuttosto un modello regolativo e trasformazionale della propria didattica, con l’inserimento di metodologie in grado di innescare l’innovazione; di modificare sensibilmente orari, tempi e modalità della scuola; di individuare passaggi, modelli e strategie per un’effettiva trasformazione del curricolo.

LA VALUTAZIONE DELL’ASL
L’ASL deve poter essere valutata all’interno dei percorsi curricolari. All’Esame di Stato sarà prevista una valutazione specifica che inciderà sul risultato finale, ma resta aperta la questione al Terzo e al Quarto anno. Solo attraverso una piena valutazione – anche con regole chiare e definite che aiutino i docenti in questo processo chiave – sarà possibile una piena integrazione dell’ASL nei percorsi curricolari.
In alcuni casi scuole e soggetti ospitanti hanno definito forme di capitalizzazione delle competenze maturate durante il tirocinio: questi crediti maturati in Alternanza vengono recepiti dagli insegnanti e danno luogo a una valutazione curricolare. Ma nella grande maggioranza dei casi c’è ancora molta incertezza su come valutare l’ASL nello scrutinio finale.

LA FORMAZIONE DEI DOCENTI
Il tema della formazione dei docenti sulle prospettive dell’ASL è stato interpretato dal MIUR attraverso una formazione delegata agli Uffici Scolastici Regionali. Da questo punto di vista, però, l’efficacia di questi interventi di formazione è ancora tutta da valutare, soprattutto se si considera il fatto che essa si è svolta più sugli aspetti legati agli adempimenti burocratici e amministrativi delle scuole che sugli strumenti operativi e didattici per trasformare il modello didattico.
In un certo senso è mancato, in questo tipo di formazione, la possibilità di una ricaduta effettiva sulla logica didattica e sulle potenzialità che l’ASL avrebbe potuto innescare nelle pratiche di insegnamento. Per esempio attraverso un collegamento più stretto tra la didattica per competenze, la didattica laboratoriale e le esperienze di tirocinio. In particolare, una buona parte delle discipline umanistiche (italiano, storia, filosofia, latino e greco) non è ancora riuscita ad inserirsi nei percorsi di ASL sotto il profilo curricolare, per cui l’attenzione al “programma” continua a rappresentare in questi (e altri) casi il riferimento principale dell’attività didattica.

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