Buoni Maestri: Michel Serres

Il filosofo ed epistemologo francese Michel Serres (1930 – Académie française – Università di Stanford, USA) spiega – in un articolo comparso su “La Repubblica” del 20 aprile 2011 – perché bisogna trovare una lingua comune tra insegnanti e ragazzi che digitano e navigano sul web.

Senza che noi ce ne rendessimo conto, e in un breve intervallo di tempo (quello che separa i nostri giorni dagli anni settanta) è nato un nuovo tipo di essere umano. Questo ragazzo, o questa ragazza, non ha lo stesso corpo o la stessa aspettativa di vita di chi lo ha preceduto; non comunica secondo le stesse modalità, non percepisce lo stesso mondo, non vive nella stessa natura nè abita il medesimo spazio. Nato con l’epidurale e in data prestabilita, grazie alle cure palliative non teme più nemmeno la morte. E poichè la sua testa è diversa da quella dei suoi genitori conosce diversamente.
[…] Si prendano in esame, a mo’ di esempio, tre domande: cosa trasmettere? A chi? E in che modo?
Cosa trasmettere? Il sapere! In passato, e sino a tempi recenti, la conoscenza era affidata ai sapienti. Una biblioteca vivente… ecco com’era il corpo insegnante del pedagogo. Poi, un po’ alla volta, il sapere è andato oggettivandosi: prima nei rotoli di pergamena o di carta che facevano da supporto alla scrittura; poi sui libri, supporto dei testi stampati, e infine, oggi, sulla Rete. L’evoluzione storica dell’abbinamento supporto-messaggio rappresenta una buona variabile della funzione dell’insegnamento.

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